Perché i titoli del settore difesa stanno volando (e se è troppo tardi per comprarli)
Hello folks,
oggi vorrei parlarvi della performance dei titoli del settore difesa (quale miglior argomento in tempi di guerra) ma prima di iniziare, disclaimer:
le informazioni contenute in questo post hanno esclusivamente scopo informativo e non devono essere interpretate come sollecitazione all’investimento.
Mi era già capitato di avere a che fare con dei titoli del settore difesa proprio all’inizio della guerra in Ucraina e ne ho osservato le performance anche nel periodo successivo.
Secondo me, lo scopo di questi titoli in un portafoglio diversificato è proprio quello di controbilanciare le oscillazioni negative che in uno scenario di guerra tendono a colpire la stramaggioranza degli altri titoli, a causa delle ripercussioni negative sull’economia reale (petrolio, sanzioni, chiusura o limitazione delle principali vie di commercio, ecc.)
Iniziamo.
La performance dei titoli del settore difesa durante le due recenti guerre
Se guardiamo a come hanno performato i principali titoli del settore nel corso della guerra in Ucraina e quella appena iniziata in Iran.

Un bel rally! Partendo il primo gennaio 2022 ed escludendo i dividendi, nei mesi immediatamente successivi all’inizio della guerra, Leonardo realizza oltre il 60 per cento, Lockheed Martin tra il 25 e il 30 per cento e RTX appena il 6. Cosa succede al resto? Se prendiamo come benchmark l’ETF MSCI World di Ishares (ticker SWDA) il rendimento è negativo non solo durante i primi mesi del conflitto ma fino anche a fine 2023 e il suo prezzo resta fermo per quasi 2 anni!
E nel 2026 con la guerra in Iran? Stessa storia, con Lockheed Martin che stavolta ha registrato il rialzo maggiore con il benchmark fermo ai blocchi di partenza da inizio anno.

Una bella garanzia nei periodi di tensione geopolitica e soprattutto quando iniziano i conflitti.
Difesa e Aerospazio: di cosa parliamo?
Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire in che settore operano queste aziende. Semplificando molto fanno questo:
- producono armi e sistemi di difesa (ma davvero??)
- producono mezzi per l’aeronautica sia civile che militare (aerei, elicotteri ma anche altri mezzi come i droni)
- sviluppano tecnologia satellitare
Il settore difesa e aerospazio comprende quindi un insieme eterogeneo di aziende attive in ambiti diversi ma strettamente collegati tra loro.
Da un lato troviamo le classiche società impegnate nella produzione militare, che sviluppano sistemi d’arma, tecnologie di difesa e soluzioni per la sicurezza nazionale, come Lockheed Martin o Northrop Grumman.
Accanto a queste operano grandi gruppi dell’aeronautica, coinvolti sia nel trasporto civile sia nella produzione di velivoli militari e componenti avanzati, come Raytheon Technologies.
Un terzo pilastro è poi rappresentato dalle aziende attive nello spazio e nelle tecnologie satellitari che sta diventando un segmento sempre più strategico per comunicazioni, monitoraggio e difesa (il caro Elon Musk ci ha visto lungo). In Europa, realtà come Leonardo S.p.A. integrano spesso tutte queste attività, offrendo una visione completa del settore e rendendo evidente come difesa, aeronautica e spazio siano oggi parti di un unico ecosistema industriale.
Perchè reagiscono (spesso positivamente) alle tensioni geopolitiche?
Non serve il Mago di Oz, ma è sempre bene tenerlo a mente. I principali driver da cui dipendono ricavi, margini (e quindi i nostri amati flussi di cassa €€€€€) sono questi:
- aumento della spesa pubblica militare (in generale, anche in assenza di conflitti)
- ordini governativi di lungo periodo (i famosi backlog)
- nuovi investimenti pubblici su tecnologie militari o satellitari
Il gioco è sempre quello:
- guerra in corso? -> aumentano i budget della difesa
- aumentano i budget? -> più contratti per le società del settore
- più contratti? -> aspettative su maggiori margini e flussi di cassa e aumento dei prezzi

Notate qualcosa? In nero, l’indice per i titoli del settore Aerospace & Defense US (ticker CBOE:ITA) e in verde la spesa militare americana. Limpido come il sole.
Come fanno i soldi?
Diamo un’occhiata ai loro ricavi per segmento:
Lockheed Martin nel 2025 ha generato quasi 80B di USD, di cui circa 55 generati negli States.

Di questi il 40% viene dal settore Aeronautics e circa il 17% dal settore Space, quindi poco meno della metà derivano da sistemi d’arma e difesa puri.
RTX, sempre nel 2025, ha realizzato 90B di USD, di cui quasi la totalità (75) negli USA.

Qui più o meno in misura uguale i ricavi sono suddivisi in motori per aerei, aerospazio e sistemi di difesa
Leonardo invece ha fatto quasi 20B di EUR con provenienze più diversificate, 4.5B provengono dall’Italia, altri 4.5B dagli USA e 2.5B dall’UK, mentre 4.6B dal resto del mondo e 3.2B dall’Europa.

Leonardo dipende più degli altri esposta dai sistemi di difesa e meno dall’aeronautica vera e propria.
Come investire e a cosa prestare attenzione?
Il mercato, si sa, sconta tutto, ma proprio tutto. É una specie di oracolo in grado di prevedere il prossimo futuro (spesso sbagliando). Quindi per poter trarre profitto da questi investimenti (o meglio extra-profitto o se preferite la mitica parola alpha) bisogna saperlo anticipare.
La performance di Leonardo dal 2022 ad oggi non si spiega solo con l’aumento dei ricavi che pure è stato significativo (da 14B nel 2021 a quasi 20B nel 2025), ma anche con un prezzo eccessivamente basso ad inizio 2022.
A fine 2021 il titolo si comprava con un multiplo EV/Sales di 0,5x (Lockheed 1,6x e RTX 2,44x) quando il rapporto tra il flusso di cassa operativo e l’enterprise value era dell’11.5%. Era sicuramente un’ottima prospettiva, considerando il prevedibile aumento dei ricavi.
Il prezzo conta, sempre.
Un’altra cosa da valutare sono ovviamente i rischi nell’acquisto di azioni singole. Come insegna la dottrina, la diversificazione è molto importante.
Si può quindi pensare di investire utilizzando molti degli ETF settoriali disponibili (sia in EUR che in USD).
Cosa ci portiamo a casa?
La guerra è uno schifo, e sinceramente parlare di come fare soldi in tempi di guerra sembra da sciacalli. Noi ripudiamo la guerra e speriamo che i due conflitti attualmente in corso (quelli di cui si parla ogni giorno in TV, ma ce ne sarebbero molti altri in giro per il mondo) finiscano presto.
Il messaggio è di cercare di proteggere il proprio portafoglio con strumenti che sono anticiclici e che possono alleviare le perdite che in questi periodi il mercato subisce. Occhi aperti e avanti!
Alla prossima,
Dom.
Disclaimer
Le informazioni riportate hanno finalità esclusivamente informative e didattiche.
Non costituiscono in alcun modo consigli finanziari, raccomandazioni operative e sollecitazioni all’investimento.
Ogni decisione di investimento è sotto la piena responsabilità dell’investitore, che dovrebbe sempre valutare la propria situazione finanziaria e il proprio profilo di rischio.